Golpe in Venezuela? Un copione troppo perfetto

L’immagine dell’elicottero che attacca la Corte Suprema di Giustizia del Venezuela ha fatto il giro del mondo in poche ore. I telegiornali si sono scatenati a raccontare il presunto “attacco terrorista” contra il governo venezuelano. Ma c’è un vero colpo di Stato Venezuela? Per rispondere a questa domanda, la Nuova BQ presenta la sceneggiatura del film hollywoodiano vissuto a Caracas martedì 27 giugno 2017.

di MARINELLYS TREMAMUNNO per LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA

Atto Primo: il presidente Maduro dichiara guerra al popolo venezuelano. In mezzo alla forte crisi economica che ha messo il Venezuela in ginocchio e all'ondata di saccheggi che si sono verificati nelle ultime ore, il presidente del Venezuela ha dichiarato durante un evento politico: “Se il Venezuela fosse immerso nel caos e nella violenza, se fosse distrutta la rivoluzione bolivariana, non ci arrenderemmo mai; quello che non siamo riusciti a fare con i voti lo faremo con le armi. Libereremo la nostra patria con le armi”.

Atto Secondo: appare l’eroe hollywoodiano. Alle 18:00 ora locale del Venezuela (mezzanotte in Italia), sui social network è circolato il video di un piccolo elicottero che ha sorvolato il palazzo della Corte Suprema di Giustizia: si sente una forte esplosione e diversi colpi di pistola. In seguito appare anche la foto: un elicottero della polizia scientifica venezuelana (CICPC), un uomo a bordo e uno striscione con la scritta “libertà 350”, in riferimento all’articolo 350 della Costituzione venezuelana che garantisce ai cittadini il diritto di ribellione del popolo contro un governo anti-democratico.

Atto Terzo: arriva la conferma governativa. Un funzionario della polizia scientifica, identificato con il nome di Oscar Pérez, ha rubato un elicottero del CICPC e dal velivolo sarebbero state sganciate quattro granate contro la sede della Corte Suprema di Giustizia e almeno 15 colpi di pistola contro il Ministero dell’Interno. “Ho attivato le forze armate per difendere il diritto alla tranquillità, cattureremo chi ha fatto questo atto terrorista armato contro le istituzioni del Paese”, ha affermato Nicolas Maduro in diretta nazionale. Stranamente non ci sono notizie di feriti né danni.

Atto Quarto: l’eroe dichiara guerra alla tirannia. Sull’ account Instagram di Oscar Perez appare il filmato a volto scoperto: “abbiamo due alternative, essere giudicati dalla nostra coscienza o, da oggi, liberare la nostra gente da questo governo corrotto. Siamo guerrieri di Dio e la nostra missione è vivere al servizio del popolo”. Ma chi è Oscar Perez? Certamente è un funzionario attivo del CICPC, ma è anche un attore di azione. Nel 2015 ha girato il film “Muerte Suspendida”, nel ruolo di uno 007 che salvava un imprenditore da un sequestro. L’elicottero è stato trovato abbandonato a Vargas il giorno dopo e del pilota dissidente non si hanno notizie.

Atto Quinto: il Parlamento sotto sequestro. Mentre l’elicottero sorvolava Caracas, i deputati del Parlamento, controllato dall’opposizione, hanno denunciato l’assedio del palazzo legislativo da parte di simpatizzanti del governo che hanno tentato di fare irruzione in modo violento. All’interno, lo scontro tra la Guardia Nazionale (GN) e i deputati. Il Motivo? La GN ha introdotto nel palazzo diverse scatole senza autorizzazione, secondo quanto dichiarato dal Presidente del Parlamento Julio Borges. Il sequestro dei parlamentari di opposizione è durato più di quattro ore, sono state ferite due deputate e il contenuto delle scatole è ancora un mistero.

Atto Sesto: Maduro mette in atto un colpo contra la Procura. Così come la Magistratura ha assunto i pieni poteri del Parlamento con le due sentenze dello scorso 28 marzo 2017, la sera di martedì la stessa Corte Suprema ha trasferito tramite sentenza le competenze in materia penale e di difesa dei diritti umani della procuratrice, Luisa Ortega Diaz, al Difensore Civico Tarek William Saab (uomo di fiducia del defunto Hugo Chávez). In Venezuela “c’è terrorismo di Stato”, ha denunciato in conferenza stampa mercoledì 29 giugno la procuratrice, sottolineando che “siamo di fronte a un processo di demolizione progressiva del Pubblico Ministero … Difenderò la Costituzione e la democrazia con la mia vita”.

Atto conclusivo: il Venezuela è sommerso nel caos. La vicenda dell’elicottero ha suscitato tante elucubrazioni: uno show hollywoodiano di un poliziotto-attore che voleva 5 minuti di fama, una cortina di fumo di Maduro per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale mentre smonta la democrazia venezuelana, un complotto della CIA. Forse l’unica certezza è che si tratta di un capitolo in più del film dell’orrore che ogni giorno vivono i venezuelani, tra violenta repressione governativa e crisi umanitaria, tra saccheggi ormai giornalieri e caos generale. Il finale felice purtroppo appare ogni giorno più lontano: in 91 giorni di proteste, si contano 90 morti, più di 4 mila arresti e migliaia di feriti.

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