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Inaugurata la mostra “Inclusion” di Chrispapita al Castello di Santa Severa

Fino a domenica 02 luglio, la Sala Battistero del Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, ospita la mostra “Inclusion”, opere pittoriche dell’artista guatemalteco Christian Escobar “Chrispapita”. Famoso per i suoi dipinti iperrealisti capaci di evocare emozioni profonde nello spettatore.

La mostra “Inclusion” è un’opportunità per conoscere il dipinto di 7 metri di larghezza per 2,8 metri di altezza che ha rappresentato il Padiglione Nazionale del Guatemala a Venezia. Per “Chrispapita” questo murale “è un omaggio all’arte italiano, all’arte barocco, dove anche è presente la diversità del Guatemala. È un’opera che parla di inclusione, del rispetto delle nostre differenze e che queste differenze sono anche una qualità che invece di separarci ci deve unire. È un’opera che parla della famiglia, del lavoro, della fede, della spiritualità, del rispetto delle tradizioni e soprattutto della gioia di vivere”.

L’esposizione è stata inaugurata dalla soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, Margherita Eichberg, e dal direttore della “Rome Art Week”, Massimiliano Padovan Di Benedetto. Presente anche l’artista conosciuto con il pseudonimo di “Chrispapita”; la curatrice, la giornalista Marinellys Tremamunno; il brand Ambassador del rum guatemalteco Botran, Simone Mina; e l’Associazione IK’ Guatemala, con la presentazione di danze tradizionali del Paese centroamericano.

“Noi siamo contenti di ospitare quest’opera che con le sue dimensioni imponenti contribuisce a dare dei contenuti artistici a questo straordinario complesso che è il Castello di Santa Severa”, ha affermato la soprintendente, evidenziando che hanno voluto accompagnare la mostra con le “Lamine di Pyrghi”. Reperti di fondamentale importanza per dimostrare il cosmopolitismo degli antichi centri etruschi che esistevano tra il VI secolo a.C. e IV a.C. in questo tratto di territorio nei pressi di Santa Severa.

“Sono lamine d’oro scritte in due lingue, per l’appunto, in etrusco e in fenicio, a documentare questo grande transito di persone e di prodotti, oltre che di opere d’arte. Tutto questo si avvicina anche al tema dell’inclusione”, ha aggiunto la soprintendete. E il direttore della RAW, Massimiliano Padovan Di Benedetto, ha apprezzato l’iniziativa che unisce il presente con il passato “per far vedere che non esiste solo l’antico ma che l’antico ha ragione di essere proprio come in questa occasione se dialoga con il contemporaneo”.

Inoltre, la mostra include l’opera “Balam” (1,02mt x 1,02mt), realizzata da Christian Escobar per rendere omaggio alla ricchezza naturale delle foreste tropicali dell’America centrale, culla della civiltà Maya, dove il giaguaro o “Balam” è simbolo di potere associato alle energie sacre. Il filo conduttore delle opere del guatemalteco è la tecnica del chiaroscuro, espressione degli antenati italiani dell’artista.

“In una cornice affascinante come il Castello di Santa Severa, che custodisce un patrimonio di enorme valore storico e culturale, e sorge in adiacenza alla riserva naturale di Macchiatonda, la mostra “Inclusion” è un invito al rispetto del Patrimonio Mondiale, alla tutela del patrimonio culturale e naturale dell’umanità. Le opere pittoriche di Christian Escobar ci invitano a rispettare e apprezzare le nostre differenze culturali, a rispettare la diversità biologica e, in definitiva, a rispettare la vita”, ha spiegato Marinellys Tremamunno.

La mostra è stata proposta dalla riserva naturale Tiki Zoo, condivisa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e accolta dal Castello di Santa Severa, in considerazione della natura multiculturale del porto di Pyrgi nell’antichità.

“Inclusion” riesce a coniugare due luoghi geograficamente distanti, ma accomunati da un glorioso passato, entrambi Patrimonio dell’Umanità, che oggi è la radice di una vasta multiculturalità. La mostra resterà aperta nei giorni e negli orari di apertura del Castello, con ingresso libero. Lunedì chiuso.

Christian Escobar “Chrispapita”, nato a città del Guatemala nel 1982, è un artista autodidatta di origine guatemalteca. Fin da bambino ha mostrato grande interesse per il disegno, partendo dalla matita fino ad arrivare all’acrilico su tela, mezzo attraverso il quale ha costruito la propria tecnica e il proprio stile. Nelle sue opere domina l’iperrealismo e il realismo, utilizzando la tecnica del chiaroscuro tipica del Barocco Classico che ebbe le sue radici proprio in Italia, ma ispirato dalla figura umana e applicando le caratteristiche delle culture urbane e il loro rapporto con la natura e la scienza.

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